Dalla pubblicazione del nostro ultimo lavoro per il nuovo marchio del Cagliari Calcio, è scaturita una interessante (e movimentata) discussione sulla legittimità di “cambiare” i mori esistenti, bendati e rivolti verso l’infieritura.
Per il nostro lavoro è stato fondamentale l’apporto dello storico Francesco Cesare Casula, uno dei più importanti medievisti italiani, che ha guidato la nostra scelta con solide fondamenta storiche. La bandiera dei quattro mori, infatti, è stata oggetto di numerosi rimaneggiamenti e si può dire che quella da molti votata quale realtà storica sia in realtà frutto di “una variante del Settecento, forse dovuta a inesatta comprensione del disegno” (fonte: sito Regione Sardegna).
La benda sugli occhi è un errore di trascrizione che ormai è diventato consuetudine, più o meno come citare che “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” (errore attribuito a San Girolamo nella traduzione, dal greco al latino, della parola “kamelos” che può avere un doppio significato: quello, appunto, di “cammello” e l’altro di “gomena”, intesa come grossa fune utilizzata per l’attracco delle navi).
Noi non abbiamo voluto basare un lavoro così importante sulla consuetudine, che spesso non fa che replicare un errore, ma su uno studio della matrice storica, di quasi mille anni fa, che ci ha liberato dalla benda sugli occhi e che la recente delibera regionale conferma, adottando ufficialmente i mori che guardano l’esterno dell’infieritura (legge regionale del 1999).
Quest’ultima interpretazione ci è piaciuta particolarmente visto che, oltre a cancellare l’errore storico, ha un significato di buon auspicio rivolgendo lo sguardo verso l’esterno della bandiera e non verso l’asta. Nel senso latino di lettura da sinistra a destra, ci si rivolge al futuro: quale miglior pensiero per una squadra di calcio che punta alla risalita in serie A?
Una cosa è certa, vorremmo tutti la stessa cosa, che si conoscesse il passato del popolo sardo pur tenendo gli occhi sul futuro. E magari si smettesse di replicare un errore grossolano che dura da trecento anni e ci vuole ciechi per consuetudine.Schermata 2015-06-23 alle 10.12.30

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